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	<title>ErbaMedica</title>
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	<modified>2009-11-07T12:16:47Z</modified>
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		<title> &lt;b&gt;Andrò a farmi un goccetto&lt;/b&gt;</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry061217-232855" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[La via per la liberalizzazione della coltivazione dell&#039;Erba Medica passa da una sola porta: l&#039;uso medicinale.<br /><br />Quando lo Stato dovrà riconoscere l&#039;uso medicinale dell&#039;Erba Medica e i suoi derivati allora dovrà scontrarsi con il problema dell&#039;approvvigionamento e non potendosi rivolgere alla malavita o all&#039;importazione illecita dovrà concedere la coltivazione della pianta.<br />Si passa da qui. Scordatevi tutto il resto.<br />In Italia sarebbe come togliere le pensioni a chi non ne ha diritto: impossibile.<br /><br />È risaputo che esistono soprattutto varietà specifiche per la produzione di fibre tessili, cellulosa, olio, biomassa e semi, varietà delle quali il nostro belpaese era il leader continentale fino a 70 anni fa e alcuni dei migliori incroci mai ottenuti dall&#039;uomo sono oramai persi per sempre.<br /><br />Una piccola percentuale di queste varietà è utilizzata per scopi medicinali e ricreazionali e questa esile fettina si prende carico di demonizzare un&#039;intera specie vegetale, che non è arrivata ai giorni nostri come la gramigna, disturbando continuamente lo strapotere dell&#039;Uomo ma che di costui è stata per secoli una fonte inesauribile di risorse.<br />È un po&#039; quello che succede in Italia con i Pacs. Un sistema di leggi che permette alle coppie di fatto di costruirsi dei diritti e dei doveri reciproci ma che viene discusso esclusivamente in funzione del punto di vista di una coppia gay, cioè di una piccolissima percentuale degli interessati.<br />Se si parlasse delle coppie normali che vivono da anni con figli e doveri come una normale coppia sposata forse non sembrerebbe così strano che tutto ciò sia regolamentato da leggi dello Stato. Anzi, è molto più anomalo il contrario.<br /><br />Lo stesso vale per l&#039;Erba Medica.<br />Conviene puntare sul 95% dei suoi utilizzi per far capire all&#039;opinione pubblica di cosa stiamo parlando.<br /><br />Eliott Ness, negli Intoccabili dopo aver rischiato la vita e dopo averla spesa interamente al contrasto del uso dell&#039;alcool quando gli chiedono cosa farà dopo la fine imminente del proibizionismo, replica senza esitare &quot;Andrò a farmi un goccetto&quot;.<br /><br /><br /><br />La Pinta]]></content>
		<id>http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry061217-232855</id>
		<issued>2006-12-17T00:00:00Z</issued>
		<modified>2006-12-17T00:00:00Z</modified>
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		<title>&lt;b&gt;LE VOCI DEL BOSCO&lt;/b&gt;</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry061201-215225" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Molti lo avranno conosciuto solo dopo la sua apparizione a &quot;Le invasioni barbariche&quot; con Daria Bignardi nelle sue <a href="http://www.la7.it/invasioni/interviste.asp?id=727" target="_blank" >interviste</a> e altri invece, appassionati di montagna, ancora prima.<br />Lui è <a href="http://www.dispersoneiboschi.it/" target="_blank" >Mauro Corona</a>, scultore, scalatore, scrittore, nuovo messia della semplicità, del rapporto con la natura, punto di riferimento per giovani postmoderni che ripudiano il modello di vita alienante imposto da questa nostra società.<br /><br />Vi invito a leggere qualcuno dei suoi libri, oggi, che nonostante 700.000 copie sui comodini è ancora uno sconosciuto dal sistema mediatico, un puro; e vi invito a riflettere su una semplice teoria: gli uomini come gli alberi.<br /><br />da LE VOCI DEL BOSCO<br />(Edizioni Biblioteca dell&#039;Immagine, 1998)<br /><br />&quot;Le pagine di questo libro non contengono un trattato di botanica e nemmeno parole di assoluta verità. Ciò che in esse vi si potrà leggere sono &quot;verità personali&quot; suscitate da riflessioni indotte da oltre quarant&#039;anni di vita nei boschi e dialoghi con le piante. Durante questo lungo tempo, ho capito che tutto, in natura, ha un proprio carattere, una personalità, un linguaggio, un destino. Osservando e ascoltando con attenzione il creato, è possibile udire la sua voce...<br />Gli alberi non si spostano, ma possiedono un loro carattere che comunicano in vari modi: con la bellezza, con l&#039;oscillazione delle fronde, con la consistenza delle fibre. E anche con la diversa reazione che hanno nei confronti di chi li tocca. In queste righe si parla di loro e di uomini: a volte bene e altre male... e così il cattivo, senza quasi rendersi conto, proverà simpatia per il sambuco, il buono per il larice, il sempliciotto per il faggio, l&#039;elegante per la betulla, il cocciuto per il carpino e via dicendo...&quot;<br />Mauro Corona<br /><br />Oppure leggetevi i profili che traccia per ogni varietà di <a href="http://www.dispersoneiboschi.it/alberi.html" target="_blank" >albero</a> che incontra sulle sue montagne e scoprirete di che legno siete fatti.<br /><br />La Pinta]]></content>
		<id>http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry061201-215225</id>
		<issued>2006-12-01T00:00:00Z</issued>
		<modified>2006-12-01T00:00:00Z</modified>
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		<title>&lt;b&gt;Buoni clienti&lt;/b&gt;</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry061124-024628" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Ci chiediamo: come si sentirà l&#039;attuale opposizione ad aver perso le elezioni per una legge sull&#039;ErbaMedica, inserita furtivamente in un decreto ministeriale per le Olimpiadi a un passo dalla vittoria?<br />Su 5 milioni di consumatori abituali e ufficiali in Italia, 25.000 che avevano un vaso sul balcone, la scorsa primavera, si sono scoperti improvvisamente dei fuorilegge.<br />Bisognava rimediare, non votare per questo Parlamento, ma votare contro la galera. Bè sono bastati.<br />Cinque milioni di voti sono un bel partito, un partito però silenzioso che non può esposrsi, che si deve rinnegare, che non può votare per un solo hobby. L&#039;Italia ha bisogno d&#039;altro. Ma basta una legge, nel momento sbagliato per deviare gli interessi di migliaia di persone.<br />Esiste un mercato, esistono acquirenti e venditori, produttori e commercianti, esistono navi che possono attraversare gli oceani facilmente e attraccare con un piccolo obolo in qualsiasi porto albanese. Esistono persone disposte a traversare una lingua d&#039;acqua per molto meno di un lauto guadagno. Esiste una disperazione latente che fa compiere le azioni più scellerate, esistono e crescono continuamente giovani annoiati in cerca di avventura, di una botta di guadagno facile.<br />Esiste e persiste tutto ciò eppure vorremmo ignorarlo fingendo che non esista.<br /><br />Esiste, esisteva una pianta in Italia che era l&#039;orgoglio della biogenetica nazionale, per secoli. Una pianta che sopravvive in un paese clandestina, sotto milioni di watt enel pagati profumatamente, che producono disastri ambientali e patrimoniali, nel Paese del sole.<br />Scantinati umidi bombardati di lumen, tonnellate di concimi chimici strapagati alle furbe aziende olandesi. Cervelli storditi dall&#039;ignoranza comune e mai da una pianta.<br /><br />Scappare, andarsene, con i piedi, con la mente, ma dove? È impossibile. Se parti da un punto e cammini sempre avanti dritto finisce che ritorni esattamente lì.<br /><br /><br />La Pinta]]></content>
		<id>http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry061124-024628</id>
		<issued>2006-11-24T00:00:00Z</issued>
		<modified>2006-11-24T00:00:00Z</modified>
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		<title>&lt;b&gt;L&#039;Italia Mondiale&lt;/b&gt;</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060606-005505" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<br />Mi piace questa vigilia dei Mondiali.<br />Un giorno ringrazieremo questo clima di disillusione dettato dagli ultimi scandali. Mai che io ricordi si è visto un simile silenzio dei media in prossimità del Mondiale. Gli anni scorsi, a quest&#039;ora c&#039;erano le urla imprecanti di Biscardi e la sua combricola per questo e quel giocatore, per questa e quella scelta. Processi e dichiarazioni a suon di referendum a tenere quei 20 somari che abbiamo mandato all&#039;estero a rappresentarci innanzi al Mondo più davanti ai microfoni che in campo ad allenarsi.<br />Quest&#039;anno niente.<br /><br />Mi chiedevo perchè la giustizia sportiva avesse fatto esplodere questo scandalo in quel preciso istante. A una prima analisi mi sembrava una mossa scellerata: una paio di settimane prima della fine del campionato con scudetto da assegnare, un mese prima di un Mondiale. Follia.<br />Poi l&#039;arbitro destinato ai Mondiali è stato ritirato e una motivazione si è trovata. Non sarebbe stato corretto far godere a una persona immeritevole l&#039;onore di parteciparvi e sarebbe stato pericoloso rischiare un finale di campionato con partite condizionate.<br />Un po&#039; mi hanno convito, questa volta, gli sbirri.<br /><br />Mi sento positiva. Una squadra che si porta addosso l&#039;obbligo di rivendicare la propria estraneità ai fatti mi fa pensare a dedizione superlativa. Questa volta non ci sono scuse, niente processi televisivi, solo roba da tribunali, cose lunghe insomma.<br /><br />Io credo che in fin dei conti quel che si è scoperto nel nostro calcio non sia più grave o penoso di quanto abbiamo visto già. L&#039;unico punto che non merita intransigenza è la posizione degli arbitri.<br />Un arbitro imparziale e condizionante è un&#039;immagine pessima della nostra società, ma anche conosciuta, popolare.<br />Quelli che ho sentito definire scandaletti come il calcio scommesse con i giocatori incriminati penso siano stati molto più dolorosi di questo attuale. Non posso immaginare uno sportivo in campo osannato e idolatrato sbagliare per sua volontà un gol, un portiere che non para, un difensore che non difende. Questa è la sola morte dello sport. <br />L&#039;arbitro, in uno stadio pieno se lo fila solo la moglie, se c&#039;è. Egli tradisce solo un sentimento comunitario, quotidianamente violato ovunque tu sia.<br />Finirà tutto in una bolla di sapone. Il povero Moggi sarà esiliato in una dimora dorata e compirà i suoi giorni affondando barchette di carta. Cadranno teste e altri organi e tutto ricomincerà un&#039;altra volta.<br />Sono anni che si parla di questi personaggi come dei più inafferrabili latitanti mafiosi, e adesso sembrano tutti caduti dal pero.<br />Gli scandali si susseguono a ripetizione, sono parte del gioco che per sua fortuna è di squadra e come diceva quel tale, ci fosse solo uno, uno solo, un solo buono tra questi cattivi sarebbe ancora giusto bruciare tutta la città?<br /><br /><br />La Pinta ]]></content>
		<id>http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060606-005505</id>
		<issued>2006-06-05T00:00:00Z</issued>
		<modified>2006-06-05T00:00:00Z</modified>
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		<title> &lt;b&gt;La vita&lt;/b&gt;</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060512-235806" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<br /><br />la vita <br />l&#039;amore <br />la casa <br />la chiesa <br />la strada <br /> <br />la vita <br />i fianchi <br />le gambe <br />le calze <br />i tacchi<br /> <br />la strada <br />l&#039;asfalto <br />la gomma <br />appiccicata <br />sulle calze <br /><br />la cicca <br />la carta <br />il sacchetto <br />la coca <br /><br />e l&#039;erba <br />i grilli <br />schiacciati <br />per caso <br />la scarpa <br /><br />la prugna <br />per terra <br />le gambe <br />le calze <br />le scarpe <br /><br />la strada <br />migliore<br />la casa <br />l&#039;amore <br />per te..<br /><br /><br /><br />La SantaMaria<br />]]></content>
		<id>http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060512-235806</id>
		<issued>2006-05-12T00:00:00Z</issued>
		<modified>2006-05-12T00:00:00Z</modified>
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		<title>&lt;b&gt;Galateo&lt;/b&gt;</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060424-202239" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Una sera, in stalla, si raccontava una storia di paese con quel vago sapore di leggenda metropolitana.<br />È la storia di due amici affamati dal viaggio che entrano in trattoria.<br />Le storie agricole di &#039;una volta&#039; hanno sempre un contorno di gran fame, a sentirle sembra che tutto il giorno si vivesse, si lavorasse, ci si ingegnasse solo per qualcosa da mangiare. <br />Fino a poco tempo fa, voi umani, non eravate tanto distanti dal mondo animale, che si sveglia al mattino e comincia a cercar cibo.<br />Civiltà è una parola che significa solo mutamento dei bisogni. Un popolo è più civile quando anziché il cibo cerca telefonini, auto, moto, piscine.<br />Ma torniamo ai nostri amici. <br />Entrano, si siedono e ordinano due bisteccone di manzo (crudeli) e un litro di vino rosso. Parlano e bevono vino finchè si avvicina il cameriere che appoggia al centro del tavolo un vassoio con due bistecche fumanti: una grande e una piccola.<br />I nostri già con l&#039;acquolina in bocca le guardano in sorpreso silenzio. Al che il più furbo attacca con galanteria e suggerisce: prego, serviti pure.<br />L&#039;altro, ammirato, rifiuta l&#039;invito e passa la mano.<br />No no, continua il primo, prendi prima tu.<br />Il secondo allora senza batter ciglio fiocina la bistecca più grossa e se la sposta nel piatto.<br />Il primo, stranito, farfuglia: ma..hai preso la più grossa!<br />Certo, risponde l&#039;altro serafico, perché tu quale avresti scelto?<br />La più piccola!<br />Bhè allora siamo a posto, ti ho lasciato proprio quella!<br /><br /><br />La Nina<br /><br /> ]]></content>
		<id>http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060424-202239</id>
		<issued>2006-04-24T00:00:00Z</issued>
		<modified>2006-04-24T00:00:00Z</modified>
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		<title>&lt;b&gt;Da Manuale&lt;/b&gt;</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060421-024639" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<br />I 4 elementi necessari al seme per aprirsi e incominciare la<br />galoppata sono, come tutti sanno: terreno, acqua, luce e calore.<br />Ovunque essa sia ci devono essere queste 4 condizioni<br />affinché tutto possa cominciare.<br />A pensarci bene un seme resta vivo in attesa nel tuo barattolino<br />anche per un anno, passando primavere, estati e autunni<br />caldi, ma allora come fa a capire quando è il momento giusto<br />per cominciare? La Natura ha previsto che il momento è<br />quando questi 4 elementi convergono tutti insieme in quantità<br />precise. La Natura è una macchina perfetta con milioni,<br />miliardi di variabili ed ognuna determina un&#039;azione. Quando<br />tutte le condizioni sono raggiunte, è l’ora.<br />A questo punto il letto di crescita c&#039;è, l’acqua ce la metti tu,<br />la luce te la regala il sole e il calore lo compri dalla compagnia<br />del gas. Solo la natura offre tutto gratis.<br />Pensa a tutta la tua avventura come a una corsa in macchina,<br />come a una canzone. Si accende, comincia, si prende il<br />ritmo che non si può più interrompe fino alla fine. Tutto deve<br />scorrere in armonia e senza pausa.<br />Questo non significa che sarai sempre impegnato con il tuo<br />tamagochi ma certe funzioni vanno necessariamente svolte<br />perché se la musica s’interrompe è tutto finito e come qualsiasi<br />cosa morta, sarà morta e niente di più.<br />]]></content>
		<id>http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060421-024639</id>
		<issued>2006-04-21T00:00:00Z</issued>
		<modified>2006-04-21T00:00:00Z</modified>
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		<title>&lt;b&gt;Ho capito tutto!&lt;/b&gt;</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060413-022820" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<br /><br />Ho avuto una visione, ho visto il futuro.<br />Andrà così.<br />Berlusconi non sarà più presidente del consiglio. Per dovere civico e con il consenso della nuova maggioranza l&#039;attuale governo porterà il paese fino alle elezioni del nuovo presidente della repubblica. Il presidente viene eletto ma dal parlamento ancora in carica. Il parlamento vota berlusconi presidente della repubblica e questi da presidente dà l&#039;incarico di governo alla coalizione uscente, per mantenere stabilità, si dirà.<br /><br />La Nina ]]></content>
		<id>http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060413-022820</id>
		<issued>2006-04-13T00:00:00Z</issued>
		<modified>2006-04-13T00:00:00Z</modified>
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		<title>&lt;b&gt;Io non sono un uomo..&lt;/b&gt;</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060411-232128" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<br /><br />Io non sono un uomo intelligente ma se mi tolgo i sandali so contare fino a 20.<br />Fatemi capire, corigetemi se sbaglio.<br />A scuola mi hanno insegnato che in una Repubblica Parlamentare le leggi e le riforme devono avere il benestare di ambedue le camere.<br />La nuova legge elettorale garantisce una buona maggioranza alla Camera dei Deputati per cui la governabilità risulta possibile.<br />Al Senato però la riforma non interviene e la situazione che ne risulta è quella che assegna 158 seggi alla coalizione che detiene il potere sulla Camera e 156 seggi all&#039;opposizione.<br />Considerando le dichiarazioni dei vincitori in termini di seggi che escludono la possibilità di permettere un Presidente di Camera all&#039;opposizione ne risulta che i voti disponibili per il Senato diventano 157 a 156.<br />Un voto di differenza.<br />Allora, supponiamo che la Camera approvi una Legge che poi passa al Senato e supponiamo che i senatori siano tutti in aula meno due della coalizione vincente che sono in ritardo perchè l&#039;aereo ha perso qualche quarto d&#039;ora.<br />Comincia la votazione e il Senato respinge.<br />La Legge torna alla Camera e viene ridiscussa, modificata, rivotata e dopo un po&#039; di mesi torna al Senato, e chissà, qualche franco tiratore, qualche influenza, qualche pianista e flop, si torna alla Camera..<br />C&#039;è qualcosa che non torna.<br /><br />La Pinta<br />]]></content>
		<id>http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060411-232128</id>
		<issued>2006-04-11T00:00:00Z</issued>
		<modified>2006-04-11T00:00:00Z</modified>
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		<title> &lt;b&gt;da MANUALE&lt;/b&gt;</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060330-230555" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<b>&quot;I semi che avrai recuperato di fortuna non saranno tutti<br />buoni. Alcuni sono piccoli, verdi o gialli e a forma di diamante.<br />Questi per certo non sono buoni. Durante le cernite metti da<br />parte quelli marrone scuro, quelli tigrati, i chiazzati e i verde<br />molto scuro. Quest’ultimi non sono maturi ma potrebbero<br />diventarlo con qualche mese di tempo.<br />Cerca di conservarli in un un barattolino che una volta chiuso<br />sia pieno fino all’orlo per evitare che stiano a troppo a contatto<br />con l’aria e le sue variazioni di umidità. Se sono pochi<br />infilali in un cilindro porta aghi che avrai preventivamente sottratto<br />dalla cesta di cucito della tua mamma. Il tappo di questi<br />contenitori è ben sigillato.<br />Un metodo rude ma veloce per selezionare i buoni dai cattivi<br />è quello di metterli sul tavolo e fare una leggera pressione<br />con il pollice. Se si rompe subito significa che è vuoto e non va<br />bene neanche per il canarino che hai in terrazzo. Devi però<br />imparare la giusta pressione o rischierai di fare la strage degli<br />innocenti.<br />I semi vuoti comunque sono facili da individuare. Il giorno<br />prima della semina puoi immergere tutti i semi in un bicchiere<br />d’acqua. Ventiquattrore dopo i semi sul fondo saranno quelli<br />pieni da piantare e quelli galleggianti invece da fiondare sul<br />davanzale. Non essere egoista, pensa anche ai passeri.<br />Arriveranno a frotte.<br />Questo sistema dell’acqua nei manuali tradizionali è sconsigliato<br />o sostenuto: gli uni asseriscono che inumidendo il seme<br />prima di piantarlo si indebolisce la futura pianta, gli altri che<br />l’acqua trattenuta sarà una preziosa riserva nel periodo della<br />germinazione.<br />Per certo c’è che i semi piedi d’aria galleggiano e quelli che<br />contengono qualcosa affondano.&quot;</b><br /><br /><br />L&#039;agricolo si sta muovendo. È tempo di mettersi all&#039;opera. Il sole chiama.<br /><br /><br />]]></content>
		<id>http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060330-230555</id>
		<issued>2006-03-30T00:00:00Z</issued>
		<modified>2006-03-30T00:00:00Z</modified>
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		<title>&lt;b&gt;Dalla Cina con furore&lt;/b&gt;</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060328-003520" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Chi ha paura dei cinesi? Io no. <br />Io credo invece che la Cina ci stia regalando molte grossa opportunità.<br /><br />Cominciamo dalla prima. Il mercato.<br />Come nel peggiore degli incubi stiamo assistendo alla crescita smisurata di una nazione che aggredisce gli equilibri del mondo antagonista. La Cina ci sta inondando di prodotti a basso costo. Ma questo non è un fenomeno nuovo. Già da tempo i nostri imprenditori compravano e producevano merce a basso costo nei Paesi asiatici ma al consumatore italico la rivendevano a prezzo normale macinando sopra enormi guadagni. <br />I cinesi che non sono sprovveduti hanno pensato bene di saltare un passaggio e vendere direttamente.<br />Niente di nuovo, se non fosse che adesso la moneta italica finisce direttamente nel pentolone del partito unico. <br />Si può ipotizzare in lontananza l&#039;avvento di una rivoluzione industriale, dall&#039;altra parte del mondo, con 1 miliardo e mezzo di protagonisti, sottopagati, senza diritti e con una grande crescita di prodotti a disposizione, da comprare.<br />Non vi ricorda nulla?<br />Eppure è un film già visto, del quale noi occidentali conosciamo anche il finale. <br />L&#039;individuo comincerà a nutrirsi di pane e volpe, a pretendere sempre di più dal suo lavoro, chiederà diritti, protezione e potere d&#039;acquisto. Sciopererà, ci saranno morti, rivoluzioni in piazza e battaglie perse, vinte.<br />E a noi europei che ci lasciamo un secolo addietro questa esperienza non resta che sederci sulla riva del fiume e aspettare che passi il cadavere del nostro nemico.<br />Finirà come è andata qui. Quando anche loro avranno il grano in tasca non vorranno più la Ferrari clonata in Cina, ma l&#039;originale, quella di una piccola fabbrica Modenese che costa 10 volte di più e per questo sei molto più figo.<br /><br />Il secondo motivo di tanto ottimismo viene dal fatto che questi cinesi, così concentrati a riprodurre il mondo capitalista in serie, costringono le nostre imprese a cercare valore aggiunto nello sviluppo tecnologico e nelle idee, cosa che alla lunga non può che portar bene. Per copiare non serve un grande sforzo mentale. Si è mai visto ancora un prodotto rivoluzionario proveniente dall&#039;intelletto cinese? Non c&#039;è tempo per inventare quando si ha molto da fare.<br /><br />Terzo motivo la migrazione dell&#039;attività industriale.<br />Avete presente i giocattoli, i plasticoni che sanno produrre molto bene i cinesi? Ecco, tutti quegli oggetti, componenti lì, a base chimica. <br />Onestamente chi si batterebbe per lavorare in frustranti fabbriche che stampano i componenti dell&#039;ovetto kinder, che emettono nell&#039;aria tonnellate di inquinanti, che costringono navi, treni, tir a spostare migliaia di tonnellate di prodotti tossici? Vadano pure in Cina.<br />Perdere l&#039;industria di questo tipo è un bel vantaggio, perchè ci mette nella posizione di far crescere gli altri settori, come ad esempio quello sei servizi.<br />Ricordiamo che fino a qualche secolo fa eravamo un Paese la cui economia si basava sul primario, l&#039;agricoltura. Ai nostri nonni sembrava impossibile abbandonare la vacca per andare in fabbrica. Pareva la fine, la fame. E invece l&#039;economia si è capovolta in soli 30 anni e il settore trainante è diventato l&#039;industria.<br />Da questo momentoo siamo entrati nella terza fase, quella più comoda e piacevole, quella dell&#039;economia dei servizi. Cosa c&#039;è di più semplice che offrire servizi per un Paese con il 60% del patrimonio artistico dell&#039;umanità? <br />Capirai che un mercato di 1500 milioni di nuovi consumisti avrà bisogno di servizi, di vacanze. <br />Eccoci qua, a braccia aperte, pronti ad accogliere i vostri tonanti Yuan.<br />Niente più giapponesi a Venezia, ma cinesi da pelare che fuggono dai fumi delle fabbriche di plastica per godersi le spiagge senza Mestre del bel Paese.<br /><br />La Cina, diciamolo pure, è entrata in Italia con il piede sbagliato.<br />Per 15 anni Cina significava soprattutto ristoranti cinesi, ma nel Paese che della cucina fa un suo vanto si sono presentati offrendo pasti a 6.000 lire tutto compreso. Finché era moda è durata poi c&#039;è stata una scoperta epocale. Un&#039;equazione. Quanto semplice tanto geniale.<br />Per mangiar bene bisogna cucinare con ingredienti di qualità, che costano. Pagare poco significa quindi mangiarsi gli scarti della carne, l&#039;ombra del pesce, la verdura non commerciabile, le scatolette importate dalla Cina.<br />Se entri in un ristorante cinese, visitando Milano, e ti portano il conto di 50 euro a testa ci resti di sale. Ecco perché la cucina cinese di classe non ha futuro, si sono ormai bruciati il mercato.<br />E questo sta accadendo con tutto. Ti svegli e pensi -oggi mi compro un paio di jeans della Diesel che mi costa 120 euro e mi dura una vita o mi spendo 20 euro dai cinesi per la copia che mi resiste a 3 lavaggi?- <br />Per fare velocemente un paio di jeans a basso costo basta non raddoppiare le cuciture, non controllare la qualità del lavoro e usare materiali di 3a scelta. Questa è la ricetta che tutti possono verificare andando a bancarelle.<br />Sempre di più Cina significa bassa qualità nell&#039;immaginario comune e questo non può che far piacere a chi coltiva tradizioni produttive da generazioni.<br /><br />E ancora ce ne sarebbero di buone ragioni per adorare questi simpatici omuncoli tutto fare ma il discorso si prolunga e noi dobbiamo prepararci ad accoglierli, perché la Cina si avvicina.<br /><br />La Pinta]]></content>
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		<issued>2006-03-27T00:00:00Z</issued>
		<modified>2006-03-27T00:00:00Z</modified>
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		<title>&lt;b&gt;Accattateve &#039;o manuale!&lt;/b&gt;</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060319-164057" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Coltivatori di sogni, l&#039;ora si avvicina!<br />Stiamo per entrare nel periodo di semina. Accattateve &#039;o <a href="http://medica.altervista.org/manuale.html" target="_blank" >manuale</a>! <br />Ci penseremo poi noi a darvi le dritte necessarie per far seguitare il processo nel verso giusto.<br />Voi domandare noi rispondere.<br />L&#039;unico metodo per coltivatori inesperti e improbabili. Un mese e mezzo a casa vostra e il resto a casa di un altro, uno esperto, uno che se ne intende, uno che sa come far crescere le piante.<br />Un metodo unico e senza confronti che non troverete in nessun altro manuale.<br />Costi irrisori, praticamente nulli, altro che milionate in attrezzatura e  una laurea in agricoltura! Tutta natura, sole e metri di pianta.<br />Sbrigatevi però, perché se perdete il giro dovrete aspettare l&#039;anno prossimo per riprovarci.<br /><br />Accattateve &#039;o <a href="http://medica.altervista.org/manuale.html" target="_blank" >manuale</a>!<br /><br />]]></content>
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		<issued>2006-03-19T00:00:00Z</issued>
		<modified>2006-03-19T00:00:00Z</modified>
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		<title>&lt;b&gt;Le tasse. Degli altri.&lt;/b&gt;</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060315-234329" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Ascoltando i due contendenti alla tenzone aspettavo che parlassero di tasse.<br />Sono decenni che sentiamo dire &quot;meno tasse ma per tutti&quot;.<br />Ecco mi chiedevo se questo -per tutti- sia una dichiarazione vantaggiosa per l&#039;atteso elettore.<br />Intendo dire che in Italia pagare le tasse e pagarle sempre non è pratica d&#039;uso comune e siccome dentro di noi siamo sempre un po&#039; evasori, chi ci dice che mi farà pagare non rientra nelle mie grazie.<br /><br />I motivi dell&#039;evasione sono noti.<br />l&#039;italiano non ha una vera concezione della cosa pubblica. La comunità esiste quando possiamo trarne un vantaggio ma appena questa si rivela pretenziosa subito ci richiudiamo all&#039;interno della nostra famiglia, che poco pretende e molto dà e ognuno si arrangi come può.<br />Nella maggior parte dei Paesi europei se sei giovane e hai bisogno di una casa ti rivolgi direttamente allo Stato che prontamente ti procura un piano di finanziamento e ti lega alle sue regole. In Italia no, mai. I problemi si risolvono in famiglia e forse è per questo che si paga a mala voglia l&#039;esoso Erario quando a fine anno entra nel tuo conto in banca a batter cassa.<br />Se vogliamo fare un&#039;analisi grossolana, a spanne, dell&#039;universo contribuente possiamo notare che la grande impresa essendo incatenata dai circoli viziosi del controllo paga le tasse che è costretta a pagare ma cerca di evadere con creativi espedienti di spesa/ricavo; la piccola media impresa ha più libertà d&#039;azione perché lavorando su piccole quantità non incontra difficoltà a procurarsi materie e servizi &#039;fuori bilancio&#039; e a immetterli nel sistema lasciando lo Stato all&#039;oscuro di tutto e a bocca asciutta.<br />I professionisti, bè i professionisti sono molto conosciuti nell&#039;ambito del lavoro nero.<br />Non esiste professionista, credo, che non incontri un cliente disonesto come lui e disposto a non pagare il surplus fiscale obbligatorio. Disonesto sì, perché di questo si tratta, è inutile raccontarci le storie che ci fanno più comodo. <br />L&#039;universo di questo tipo di evasione è capillare, ogni giorno al bar, con l&#039;idraulico, l&#039;elettricista, il falegname, il pittore, dal dentista, incessantemente si evadono le tasse.<br />Resta il lavoratore dipendente, lo zoccolo duro, che apparentemente paga, perché non deve farlo lui di persona e perché non ha possibilità alternativa ma appena può, e può, si prende le sue piccole rivincite, sullo Stato, sulla comunità, su sé stesso.<br />Pagare lo Stato da noi ha il sapore del pagare lo stipendio dei politici avversi, degli impiegati delle poste che vanno a fare la spesa mentre tu stai in coda, pagare lo tasse in Italia è da stupidi e ti senti sciocco, derubato, ingannato.<br />Forse a scuola dovrebbe esserci una materia che insegni a pagare le tasse, ma come si fa? Bisognerebbe avere di fronte almeno un insegnante che paghi le tasse. E dove lo troviamo?<br /><br />Sfondo cancelli aperti, lo so, ma bisogna che ce ne ricordiamo qualche volta, perché finché non cambierà questa mentalità non diventeremo mai uno Stato, resteremo sempre una congrega di famiglie chiuse in feudi medievali, ove tutto si regola all&#039;interno e quando è possibile, scorazzare fuori e saccheggiare l&#039;orto del vicino.<br /><br /><br />La Pinta]]></content>
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		<issued>2006-03-15T00:00:00Z</issued>
		<modified>2006-03-15T00:00:00Z</modified>
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		<title>&lt;b&gt;Sereno Variabile&lt;/b&gt;</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060315-005918" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<br />Il sondaggio più realistico sulle elezioni sono le previsioni del tempo, perchè in Italia le elezioni sono decise dalla meteorologia. Se c&#039;è il sole vince la sinistra, perchè gli elettori di destra vanno al mare e quelli di sinistra a votare. Se piove vince la destra, perchè il Paese è di maggioranza destra.<br /><br />La Pinta ]]></content>
		<id>http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060315-005918</id>
		<issued>2006-03-14T00:00:00Z</issued>
		<modified>2006-03-14T00:00:00Z</modified>
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		<title> &lt;b&gt;emisferi&lt;/b&gt;</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060310-204349" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Emisfero cerebrale sinistro, emisfero cerebrale destro..<br />Incredibile ma vero: provate, vi manderà  fuori di testa.<br /><br />Seduti alla vostra scrivania, sollevate il vostro piede destro dal pavimento ed eseguite con esso dei cerchi in senso orario.<br /><br />Mentre lo state facendo, con la vostra mano destra disegnate nell&#039;aria il numero 6 partendo dall&#039;alto.<br /><br />Il vostro piede invertirà direzione, e non c&#039;è nulla che possiate fare per impedirlo..<br /><br /><br /><br />La Nina<br /><br /><br />]]></content>
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		<issued>2006-03-10T00:00:00Z</issued>
		<modified>2006-03-10T00:00:00Z</modified>
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		<title>&lt;b&gt;LA PORTA&lt;/b&gt;</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060308-224148" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[teatro di emozioni e pensieri<br />di inutili attese<br />e di grandi sorprese<br />scorre il sipario mesto sull’ieri<br /><br />acuto o silente<br />aspetta il tuo viso<br />o forse un sorriso<br />curioso sognante<br /><br />la gente complotta<br />e il mio cuore si affanna<br />ognuno s’inganna <br />in quest’attesa stracotta<br /><br />un profumo mentale<br />tra i cardini avanza<br />vuotando la stanza<br />di un nuovo star male<br /><br />il tramonto è vicino<br />una leva si abbassa<br />e tutto poi passa<br />riprendo il cammino<br /><br />già fatto arrivando <br />è quasi sera e io mi domando<br />non sarà un torto<br />chiudere tutto con quel legno morto?<br /><br /><br />La SantaMaria]]></content>
		<id>http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060308-224148</id>
		<issued>2006-03-08T00:00:00Z</issued>
		<modified>2006-03-08T00:00:00Z</modified>
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		<title>&lt;b&gt;Incroci&lt;/b&gt;</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060307-020047" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Al mio paese, proprio davanti al bar della piazza, c&#039;è una strettoia tra due case che finisce in un incrocio un po&#039; particolare, con diritti di precedenza certi, ma che i paesani stabiliscono di volta in volta sul momento. <br />È una consuetudine che tutti conoscono e la gente si cede il diritto di transito con la mano, per anzianità.<br />Ma una sera passan di là due auto forestiere, che non avevano capito bene finiscono per cozzare. I due tizi inferociti saltano giù dalle macchine e cominciano a provocarsi: <br />È colpa tua!<br />No! Colpa tua!<br />Insomma, la discussione prosegue ma si intuisce che i due non troveranno molto facilmente un accordo.<br />Decidono quindi di chiamare la polizia, e che giustizia sia fatta. <br />Entrano al bar della piazza e uno chiama la volante.<br />L&#039;altro intanto ordina da bere.<br />Si scolano il loro onesto vino rosso guardandosi in silenzio, di cagnesco. Il primo fa cenno al barista di voler pagare ma dalle nostre parti è abitudine offrire quando si beve con qualcuno, e così ricominciano a litigare, questa volta per pagare.<br />Si conviene che per non tenere favoritismi sia opportuno ordinare un altro giro, per pagarne democraticamente uno a testa. Escono dal bar un po’ risollevati, un po&#039; più tranquilli.<br />Ma all&#039;arrivo degli sbirri i due si riaccendono in discussioni animate sui diritti di precedenza e su chi faceva cosa.<br />Le divise li ascoltano, chiedono i documenti e vedendoli agitati propongono la prova del palloncino.<br />Finisce con il ritiro patente ad ambedue per guida in stato di ubriachezza.<br /><br />C&#039;è di sicuro una morale dietro questo fatto ma scusate, non me la sento di fare la moralista.<br /><br /><br />La Nina ]]></content>
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		<issued>2006-03-07T00:00:00Z</issued>
		<modified>2006-03-07T00:00:00Z</modified>
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		<title>Essere un essere, questo è il problema.</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060305-130733" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[La vicenda del marocchino pestato dalle forze dell&#039;ordine, in periodo elettorale, ci costringe alla par condicio e a raccontare una storia di stranieri e polizia in Marocco.<br />Pubblichiamo un&#039;intervista tratta dalla rivista suprema per gli appassionati del settore: Soft Secrets® numero 1-2004. E' un po' lunga ma si legge in un sorso.<br /><br /><b>L’INFERNO IN TERRA DELLE PRIGIONI DEL MAROCCO</b><br /><br />Circa quindici anni fa, Willem, 50 anni, era un piccolo imprenditore da qualche parte nel nord dell’Olanda. Stava anche divorziando. La sua ex moglie decise che non voleva che lui mantenesse alcun contatto con i suoi figli e Willem volle provare a fare qualcosa per questo. Non avendo soldi per pagare le spese di un avvocato, decise di contrabbandare cinque chili di droga dal Marocco, paese che gli era molto familiare per le frequenti vacanze trascorsevi. Tradito ed arrestato, ha girato numerose prigioni del Marocco: un vero inferno in terra. “Midnight Express” sembra un villaggio turistico in confronto. Willem rende partecipe Soft Secrets della sua esperienza.<br /><br /><b>Willem, raccontaci com'è stato che hai deciso di contrabbandare il fumo?</b><br />Sono stato in Marocco alcune volte come turista e ho fumato per la maggior parte della mia vita, così sapevo come comprarne laggiù. Sono un forte fumatore, così avevo preso l’abitudine di restare in Marocco per settimane o anche mesi.<br /><br /><b>Cosa facevi per vivere?</b><br />Avevo la mia piccola attività. Vendevo pezzi d'antiquariato e cose del genere. Non veri pezzi d'antiquariato, più cianfrusaglie e cose del genere, quello che i francesi chiamano Bric a brac, bella parola. Poi ho iniziato ad avere problemi con la schiena e poco dopo ho avuto un brutto incidente con la macchina. Il risultato è stato che sono stato dichiarato inidoneo al lavoro e ho cominciato a ricevere la pensione sociale al minimo livello assoluto.<br /><br /><b>Come hai scoperto il Marocco?</b><br />Ero stato invitato a raggiungere un conoscente per una vacanza in Marocco. Me ne sono davvero innamorato così l'anno successivo tornai per fare un lungo viaggio attraverso tutto il paese. Mi ero reso conto ben presto che i soldi che ricevevo come pensione in Olanda, appena sufficienti per sopravvivere in patria, erano sufficienti per farmi vivere in modo confortevole in Marocco. In effetti quella somma laggiù per vivere come un re. Non che buttassi via i soldi. Facevo un sacco di autostop o prendevo gli autobus locali. Potevo andare in Marocco e tornare per trecento “guilders” se ne avevo bisogno.<br /><br /><b>Quanti anni avevi?</b><br />Oh, circa trenta, penso. Era l'inverno del 1984, se ricordo bene.<br /><br /><b>Conoscevi già abbastanza del commercio di erba allora?</b><br />Certo. Fumo da quando avevo diciassette anni. Mi ha sempre attratto molto ed ancora oggi è così.<br /><br /><b>Dove hai comprato la roba che volevi contrabbandare?</b><br />Avevo un indirizzo per questo. Non ho comprato la droga ma i semi, le piante stesse. Volevo tirare fuori le piante migliori così da raggiungere una qualità selezionata. Quello che volevo portare con me al ritorno doveva essere una cos' superba qualità che anche il più scafato conoscitore rimanesse impressionato.<br /><br /><b>Come hai pianificato il contrabbando?</b><br />Quella volta avevo deliberatamente comprato un biglietto per Agadir. In primo luogo questo mi faceva apparire come un turista, inoltre mi portava in una parte “innocente” del Marocco. Tutti i commerci di droga hanno luogo in una piccola parte della più remota regione del nord. Nel resto del paese è un taboo come tutti sanno nel mondo. Ma Ok, tutto sarebbe stato perfetto se non fossi stato tradito, semplicemente sono stato scaricato.<br /><br /><b>Da chi?</b><br />Dal tipo che mi ha venduto la roba. Mi ha venduto la droga e poi mi ha venduto alla polizia. C'è una taglia per questo. E' stato anche colpa mia in qualche misura, perché mi sono lasciato fregare da lui. Ma non ero certo un contrabbandiere professionista, era la mia prima volta ed è diventata anche la mia ultima volta. Avevo comprato le piante da quell'uomo e mi ero accordato con lui per trasformarle in droga secondo le mie indicazioni. L'intero processo ha richiesto tre o quattro giorni. Io stesso ho pressato e impacchettato tutto nascondendolo nella mia valigia. Avevo pressato tutto in grandi stecche che avevo nascosto nella falsa fodera della valigia. Cinque chili in totale.<br /><br /><b>Cosa è successo all'aeroporto?</b><br />I funzionari doganali erano frustrati perché non erano riusciti a trovare niente pur avendo ricevuto una segnalazione che io stavo trasportando qualcosa. Era davvero ben nascosto. Ma poi loro si innervosirono e cominciarono a tagliare col coltello ogni cosa.<br /><br /><b>Cosa pensavi mentre tutto questo stava accadendo?</b><br />Mi sono reso conto che qualche cosa era andata storta. In certe situazioni, uno tende semplicemente ad irrigidirsi. E' come essere in condizione di shock. Tu guardi cosa accade, registri tutto ma non puoi rispondere. Non c'è neppure stato il tempo per essere sopraffatto dall'emozione: dopo cinque minuti avevano trovato quello che cercavano.<br /><br /><b>Cosa è successo dopo?</b><br />Sono stato messo in una piccola cella, in cui sono rimasto per alcuni giorni mentre il magistrato locale decideva cosa fare di me.<br /><br /><b>Come eri trattato?</b> <br />In realtà, l'atteggiamento della maggior parte dei poliziotti era “Che deficiente, farsi prendere in questo modo” e “ti sei sbattuto per comprare della robaccia di scarto, anche”. Dopo sono stato caricato su una piccola macchina e portato in tribunale. Lì fu deciso che dovevo essere tenuto in custodia preventiva. Ogni cosa veniva detta in arabo e io non ho potuto capire una sola parola. Da là sono stato mandato nella prima prigione, un posto chiamato Inezgane, vicino ad Agadir. Sono restato là per sei mesi prima di essere trasferito alla prigione di Salè, una citadina uguale a Rabat.<br /><br /><b>Quando è stata la prima volta che  sei comparso davanti ad una corte?</b><br />E' stato sei o otto settimane dopo. Sono stato condannato a cinque anni di prigione. Il processo d'appello c'è stato circa sei settimane dopo. Ed è quando la sentenza diventa definitiva. In totale io ero stato in possesso di cinque chili ma nel processo continuavano a parlare di 4.600 grammi, così ho pensato che non era poi roba così scadente dopo tutto, ha ha!<br /><br /><b>Avevi un avvocato?</b><br />No, naturalmente no. Me ne è stato semplicemente procurato uno durante l'udienza. Il giudice ha domandato ai presenti se c'era in aula un avvocato che è stato rapidamente incaricato. Questo è il modo in cui i casi vengono divisi tra gli avvocati. E naturalmente tutto avveniva in arabo. Non avevo idea di cosa stesse accadendo, nè questo mi veniva spiegato. Non ho mai nemmeno visto i capi d'imputazione.<br /><br /><b>Com'è stata la prima prigione, a Inezgane?</b><br />Era piuttosto vicina all'inferno dantesco. Un vero inferno. Eravamo 96 in una cella di 42 metri quadri. E la nostra non era la cella più sovraffollata. Ce n'erano alcune in cui venivano tenute più di cento persone. Nella mia cella non avevo nemmeno mezzo metro quadro per me. Non c'erano letti, né sedie o tavoli. Era completamente spoglia, eccetto per due buchi in un angolo dove potevi andare di corpo. Non siamo mai stati fatti uscire né abbiamo avuto ore d'aria: eravamo semplicemente chiusi 24 ore al giorno. I prigionieri più influenti erano riusciti a guadagnare un po' di spazio in più e così avevano un'area di due metri per loro. Ma la loro vittoria era una sconfitta per gli altri.<br /><br /><b>C'erano molti stranieri insieme?</b><br />E' appositamente organizzato perché non ci siano mai due stranieri insieme in una cella. Salvo, naturalmente, che non ci siano più stranieri che celle disponibili. Fa parte della pena che tu non debba mai rilassarti neanche solo per il fatto di poter contattare un altro straniera. Questa è la loro motivazione.<br /><br /><b>I tuoi compagni di cella erano in situazioni simili alla tua?</b><br />No, assolutamente! Eravamo semplicemente ammucchiati insieme. Assassini, tassisti, stupratori, contrabbandieri, alcuni ergastolani e alcuni con pochi anni. C'erano anche pochi ragazzi giovanissimi tra noi. Questi ragazzi subivano abusi sessuali nei modi più orribili. Erano messi in vendita tra i prigionieri. Tredici o quattordici anni, non potevano essere più vecchi. A volte ne arrivava uno nuovo, non un ragazzo di strada ma un giovane sano e pulito. Ma già la prima notte veniva preso dal “capo camera”, quello da più tempo in cella. Le guardie consideravano questi uomini come capi della cella. In seguito il ragazzo veniva venduto al secondo e dopo pochi giorni nuovamente venduto ad altri. Ma dopo qualche tempo, il ragazzo diventava davvero sporco. Malato di scabbia e pieno di pulci. Il suo ano si infettava. Allora non serviva più a niente e a nessuno e veniva abbandonato al suo destino con il resto della gabbia.<br /><br /><b>Cosa accade agli stranieri in quei posti?</b><br />Hanno provato a fottere anche me, ma senza successo. Non ti trattano allo stesso modo in cui trattano i loro connazionali. Sospettano sempre che tu possa avere qualche riserva di soldi da qualche parte o altro e sperano di poterne beneficiare. Così sono riuscito a rimanere vergine...<br /><br /><b>Potevi solo sdraiarti sul nudo pavimento?</b><br />Esattamente, la sola cosa che avevo era una sporca coperta di crine di cavallo ricoperta di sangue, pus e vomito. A questo proposito le regole sono molto severe sul divieto di ricevere o spedire posta. Niente giochi, libri, radio o televisione. Niente!<br /><br /><b>Eri l'unico straniero in quella cella?</b><br />No, appena arrivato c'era un sovraccarico di stranieri. C'era un tedesco nella mia cella. Stava per compiere cinquant'anni, si chiamava Wolfgang. Era in cella perché cercavano suo figlio: questo è il modo in cui le cose funzionano là. Se vogliono tuo figlio e non riescono a prenderlo loro semplicemente arrestano te fino a quando anche tuo figlio non si costituisce. E se lui non si consegna, beh, tu semplicemente resti lì. davvero, è così che funziona. È ufficiale. Chi si oppone, non solo deve badare a se stesso ma anche a tutta la famiglia. Dopo tre settimane Wolfgang ha cominciato a stare davvero male e io ho picchiato sulla porta della cella per avere attenzione dalle guardie. “Tutta una messa in scena,” è stata la loro risposta, “ non ha niente”. Dieci minuti dopo moriva tra le mie braccia.<br /><br /><b>Deve essere stato un vero shock per te...</b><br />E' stato un episodio significativo. In quel momento mi è diventato chiaro in modo cristallino che il mondo non sembra solo duro, è davvero molto duro. La mia fede non era meglio o peggio di quella di qualunque degli altri detenuti. Dovevo tenermi in piedi da solo se volevo sopravvivere. A volte mi dicevo “anche se sarò un rottame quando uscirò non darò loro il piacere di distruggermi, non gli farò questo favore”. Dopo soli due mesi ero già seriamente denutrito. Non hai niente che contenga vitamine, così i tuoi capelli iniziano a cadere e ti viene la scabbia come conseguenza dei morsi delle pulci che si infettano. Laggiù “zerpa”. Diventa profondo e pieno di pus e tende a peggiorare. E' una cosa così barbara... Non potevo più stendermi perché il mio corpo era ricoperto di queste profonde piaghe aperte. Succedeva a tutti. A un certo punto la situazione divenne così brutta che fu deciso che tutti gli stranieri venissero trasferiti in una prigione vicino a Rabat, si chiamava Salè. Là le cose vengono gestite con precisione militaresca. Sempre con un regime severo. Una volta l', comunque, ho potuto fare la prima doccia dopo sei mesi.<br /><br /><b>Il console olandese o qualcuno dell'ambasciata ti ha mai visitato?</b><br />A Inezgane andava meglio. Il console poteva visitarmi spesso o mandare suoi collaboratori. A Rabat c'era un altro ed era un vero mascalzone. Una persona che spero di non incontrare più in vita mia. Di fatto, l'ambasciata olandese fa molto poco per aiutarti. Abbastanza stranamente, detenuti di paesi che non pensi che se ne curino ricevevano un miglior sostegno. Brasiliani e polacchi erano addirittura quasi viziati dalle loro ambasciate: ricevevano addirittura regali di natale e vestiti. Incredibile! Io non ho ricevuto nulla di tutto questo.<br /><br /><b>Non ci sono stati tentativi di riportarti in Olanda per scontare la pena qui invece che laggiù?</b><br />No. Al contrario, quando cercavo di affrontare questo argomento la risposta era “Spiacente, ma non possiamo interferire nelle questioni giudiziarie”. Successivamente divenne invece, “L'opinione pubblica è contro di te e non possiamo fare nulla”. Neppure quando mi ammalai davvero fecero nulla. Ero riuscito a far arrivare una lettera al mio medico in Olanda, descrivendogli i sintomi nella speranza che potesse fare una diagnosi via posta. Il medico mandò i medicinali necessari alla mia famiglia che li fece avere all'ambasciata olandese. Pensa cosa hanno fatto. Li hanno semplicemente lasciati allo sportello della prigione. Ogni cosa venne saccheggiata e tutto quello che rimase furono pochi barattoli di cui le guardie non sapevano cosa farsene. Il resto era stato semplicemente rubato.<br /><br /><b>Pensi che sia successo più di una volta?</b><br />Di questo puoi essere sicuro. A Inezgane ho scritto delle lettere in francese elementare indirizzandole in Olanda ma non sono mai arrivate perchè le guardie rubavano i francobolli. D'altra parte c'è un detto laggiù: “se un marocchino ti stringe la mano farai meglio a contare le dita dopo”.<br /><br /><b>Così, cosa facevi tutto il giorno?</b><br />Assolutamente niente. Sdraiato o in piedi. La gente comincia ad impazzire naturalmente e sviluppa ogni sorta di problema psicologico. C'erano molti con un carattere instabile tra loro. Davvero, sapevi quando c'era la luna piena dal comportamento di alcuni detenuti. Diventavano davvero aggressivi. di impara a notare questo genere di cose.<br /><br /><b>C'erano molte risse?</b><br />Regolarmente. Io stesso mi sono dovuto battere molte volte. Una volta quasi mi rompevo una mano picchiando uno. Devi farti una reputazione di forza. Mai lasciare che qualcuno to calpesti. Se mostri il minimo segno di debolezza devi ricominciare da capo. Per mantenere la tua posizione a volte devi picchiare qualcuno. E' una regola là dentro. Io sono riuscito a picchiare alcuni tipi ben più grosso di me. Dopo mi sono chiesto “Come ho fatto?”.<br /><br /><b>Come erano le condizioni a Rabat?</b><br />A Rabat ci diedero dei letti a castello per dormire e divido uno spazio di 30 metri con altri 24 detenuti. Dopo qualche settimana venivi spostato in un'altra cella. Non volevano che potessi sentirti a casa in una particolare cella. Ogni due o tre settimane le celle venivano perquisite e ogni cosa veniva gettata sottosopra. Anche questo faceva parte della pena. Anche di notte potevi essere svegliato e trasferito in un'altra cella. A volte venivi tenuto impegnato notte e giorno in modo da assicurarsi che che tu non avessi un minuto di riposo. Questo non poteva essere permesso. Se eri rilassato ovviamente voleva dire che non eri punito abbastanza. Solo proprio alla fine della tua pena la situazione si ammorbidiva e diventava possibile organizzarsi.<br /><br /><b>A Rabat ha trovato molti olandesi detenuti?</b><br />Una cinquantina circa, penso. La maggior parte era dentro per contrabbando, sebbene ci fossero anche dei pedofili. O gente che aveva ucciso qualcuno in un incidente. In un paese del genere, se hai la sfortuna di uccidere qualcuno in un incidente stradale finisci in prigione prima che la tua colpevolezza sia dimostrata. Dopo si prendono il tempo per vedere cosa si può fare in proposito. Ma per lo più , cercano solo di vedere se c'è il modo di fare un po' di soldi.<br /><br /><b>Avete formato un gruppo chiuso di olandesi?</b><br />Assolutamente no! Li ho evitati accuratamente. La maggior parte di loro non erano fumatori di roba. Molti di loro erano camionisti poco raccomandabili. Uno di loro era stato ferito per aver rubato al suo capo, un'altro aveva causato troppi incidenti. C'era sempre qualcosa che finiva male attorno a quella gente. Il tipo di personaggi che interessano le organizzazioni criminali perché possono ottenere il loro interesse e la loro attenzione dietro la promessa di soldi facili, ad esempio 10.000 ¤ e nessun rischio. E la promessa che se qualcosa accade l'organizzazione se ne prenderà cura. Balle, ovviamente. Appena vengono presi sono abbandonati al loro destino. E li trovavi lì, che camminavano in tondo, sporchi, non rasati, abbrutiti. Mi era impossibile avere una normale conversazione con gente del genere. I loro argomenti erano tre: camion, calcio e tette. Non avevo molto a che fare con questo. C'era altra gente con cui potevo stare meglio: generalmente mi trovavo meglio con gli spagnoli che con i miei connazionali.<br /><br /><b>Supponi che il tuo traffico fosse andato bene. Sarebbe stato l'unico o pensi che avresti continuato?</b><br />Devo ammettere che me lo sono chiesto anch'io. Ma è qualcosa che non saprò mai, non credi?<br /><br /><b>Così il Marocco è ormai sepolto nel passato per te?</b><br />Assolutamente no. Non ho niente contro i marocchini, quel che è successo non ha a che vedere con la gente di laggiù. Ho passato in totale due anni della mia vita in Marocco. Non escludo la possibilità di tornarci di nuovo. Non porto rancore, non mi guardo dietro con rabbia. L'intera esperienza mi ha reso più saggio e forte.<br />]]></content>
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		<title>&lt;b&gt;Cacca al Diavolo&lt;/b&gt;</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060302-000736" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Un argomento che mi turba ormai da lustri.  <br />  Perch&eacute; uno shampo senza alcali costa pi&ugrave; di uno shampo con gli alcali? Insomma perch&eacute; devo pagare di pi&ugrave; se ricevo di meno? <br />  E dove spariscono tutti questi alcali? <br />  &Egrave; un dilemma che mi occupa qualche bel quarto di notte. <br />  Sogno di frequente pesanti navi di alcali alla deriva sui mari, navi che nessun porto mai vorrebbe avere, marinai incrostati di salsedine, capitani senza bandiera, sconforto, desolazione, vite di sotterfugi.  <br />  Ci sono pi&ugrave; lavori che persone in questo mondo. <br />  <br />  Giorni fa, pascolando, un uccello mi ha bombardato in testa e ho avuto un'intuizione del tipo mela di Newton.  <br />  Ho pensato, piuttosto che sprecare energie per la pace sognando un'impossibilit&agrave; di un mondo senza eserciti, perch&eacute; non proviamo a cambiare le armi?  <br />  Si &eacute; fatto gi&agrave; molte volte nella Storia e ha sempre funzionato. <br />  <br />  Le armi antiche erano pensate per devastare il corpo del nemico ed erano truculente. <br />  Si &egrave; passati allora ad armi affilate, appuntite, taglienti che erano pur sanguinarie ma rendevano pi&ugrave; breve l'agonia. Con l'avvento della polvere da sparo la morte dell'avversario si ottiene in un tempo relativamente breve ma con le bombe di distruzione di massa &egrave; immediata, senza tempo per riflettere, senza dolore. <br />  <br />  A scuola militare t'insegnano che ferire un nemico vale molto pi&ugrave; che ucciderlo, perch&eacute; costringi l'organizzazione logistica avversaria a muovere la macchina dei soccorsi per lo sventurato anche sotto il fuoco nemico. <br />  Decine di soldati combattenti e medici impiegati a recuperare il ferito. Un morto invece &egrave; morto e se ne sta l&igrave; buono a terra finch&eacute; non si pu&ograve; recuperare. A volte anche quando si pu&ograve;. <br />  <br />  L'idea che mi ha dato l'uccellino &egrave; quella di evolvere ancora gli armamenti dei nostri eserciti.  <br />  Cosa c'&egrave; di pi&ugrave; della morte fisica istantanea? <br />  C'&egrave; la morte del desiderio di vivere. <br />  <br />  Dimentichiamo allora la devastazione delle schegge e puntiamo sul disagio provocato al nemico cambiando le nostre bombe in concentrati iper-compressi di spazzatura. <br />  Ma roba schifosa eh! Del tipo di una minestra di verdure dimenticata in pentola. <br />  Il mondo &egrave; pieno di spazzatura.  <br />  <br />  Vedo enormi montagne di marciume capitalista cadere dai B52 davanti alla caverna di Bin Laden; bombe deflagranti in ammassi di putrefazione e ordigni pestilenziali, bucce di banana dappertutto, peperoni marci, pile scariche, pannolini sporchi, escrementi di gatto. Missili zompanti farciti di devastanti compressati sottovuoto di plastica del supermercato che ricadono a grappolo sull&#8217;intera area fino a ricoprirla; sacchetti e cartacce oleose e polistirolo e teste di pesce avariato. Una coperta plastica e unta che non lascer&agrave; pi&ugrave; crescere neanche l'erba. <br />  Tebani, libanesi, israeliani, kossovari, iracheni, serbi, ceceni, americani, tutti i cattivi della Terra a spalar rifiuti.  <br />  <br />  Le applicazioni della nuova micidiale arma sarebbero innumerevoli: pallottole pestilenziali da costringerti a bruciarti la pelle per toglierti l&#8217;orrore. <br />  Un olezzo di pattume che tormenta il sonno con i peggiori incubi notturni e navi da guerra colme di bidoni con l'elica gialla e parcheggiarle l&igrave;, sulla spiaggia del nemico e carri armati che sparano bordate di lordura da rendere i bersagli pi&ugrave; invivibili di un cimitero indiano. <br />  E la raccolta differenziata avrebbe un senso, la spazzatura industriale e casareccia avrebbe un valore, un prezzo, e camion della nettezza urbana frequenti come autobus, barboni che si contendono i rifiuti da passeggio, citt&agrave; lustre svizzere, Napoli, Venezia, Roma salvate!  <br />  <br />  Cacca al diavolo e fiori a ges&ugrave;! <br />  <br />  <br />  La SantaMaria]]></content>
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		<issued>2006-03-01T00:00:00Z</issued>
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		<title>&lt;b&gt;La prima volta della SantaMaria&lt;/b&gt;</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://medica.altervista.org/index.php?entry=entry060224-110113" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[La prima volta che ho assaggiato il fieno avevo 17 anni. <br />Nella mia compagnia di paese nessuno aveva mai visto il fieno prima d&#039;ora. È stato Diablo a illustrarcelo, in licenza militare. <br />La prima volta e ho pensato: &quot;questa non è la prima, è l&#039;ultima&quot;.<br />Ero tesa, preoccupata ma l&#039;effetto era nullo, inesistente.<br />Così per la seconda e la terza. Niente. <br />Ogni volta era l&#039;ultima, ogni volta tutto inutile. Meglio un bicchiere di vino.<br />La quarta però era la prima volta con l&#039;ErbaMedica, e qualcosa è cambiato.<br />Rotoliamo in macchina, una 500, io, la Pinta, Orisco e Tulex.<br /><br />Strada di campo, l&#039;auto sembrava ferma e nessuno diceva niente. La Pinta coraggiosa prova a parlare ma esce solo un muggito. Qualcuno dice qualcosa, nessuno capisce niente ma tutti scoppiano a ridere.<br />Una risata incontenibile, quasi uno spasmo che ci costringe a uscire a strisciare sui sassi.<br />Dopo un tempo incalcolabile riusciamo a risalire in macchina e puntiamo verso una discoteca pomeridiana. <br />Entriamo al buio tonante di musica ma nessuno resiste più di cinque minuti.<br /><br />Io mi avvento tra i campi a vomitare, la Pinta entra in una pizzeria lì vicino e si siede al banco, perplessa. Orisco si chiude dentro una latrina all&#039;aperto e di Tulex fino al giorno seguente non se ne saprà più nulla.<br />Quando lo stomaco ha spremuto in terra anche l&#039;ultimo rigurgito di saliva riesco a raggiungere una gru ripiegata e mi siedo ad aspettare. A pensare. A pensare come uscirne.<br />&quot;È l&#039;ultima volta&quot; pensavo. L&#039;ultima.<br /><br />Dopo alcune ore e quasi buio, come d&#039;incanto, la morsa che mi stringeva il cranio si allenta e riesco a ricostruire una strategia. Alzati e cammina. Entra in disco e recupera gli altri. Guida. Senza patente. Riportare il bue in stalla.<br /><br />La Pinta è sempre installata al bancone della pizzeria calata a fissare le bottiglie di Scotch e non si vuole alzare. <br />&quot;Ok, stai ferma qui, vado a prendere gli altri&quot;.<br />E chi si muove.<br />Orisco nella latrina sta ancora dentro. Fuori un crocchio di fila che discute la situazione. Provo a convincerlo, mi parla ma non intende uscire.<br />Dopo una lunga trattativa gira la chiave e me lo carico in groppa.<br />Tulex non si trova, neanche in disco, non si troverà.<br /><br />Rientro in pizzeria, scarico Orisco che si infila subito in bagno e mi siedo vicino alla Pinta.<br />Ci facciamo una pizza?<br />Ottimo.<br />Ordiniamo anche per Orisco ma lui non esce, e la pizza resta lì sul tavolo. Dopo sei ore dalla prima volta con l&#039;ErbaMedica io e la Pinta riusciamo a comunicare qualche frase sensata, recuperiamo Orisco e saltiamo in macchina. Guido io, senza patente, tra i campi, nel buio, alla velocità di un cane morto.<br /><br />I tre giorni seguenti non entro a scuola, non ce la faccio, non me la sento. Passo le giornate seduta sugli autobus a pensare: &quot;è l&#039;ultima volta, mai più&quot;.<br />Per più di un mese fu così, fu l&#039;ultima. Poi..diventò solo la prima.<br /><br /><br />La SantaMaria<br /><br />=&gt; Sarebbe curioso conoscere anche la prima volta dei lettori del blog. Se ve la sentite di ricordare, postatela &lt;=<br /><br />]]></content>
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